CENNI
STORICI
Racconigi è una cittadina della provincia di Cuneo che può essere
considerata la porta della provincia Granda. È posta a metà circa
tra i capoluoghi delle due province (Torino e Cuneo). Sul suo territorio
pianeggiante risiedono poco meno di diecimila abitanti. La fama della
cittadina in Italia e in Europa è dovuta sicuramente al suo castello
sabaudo, patrimonio mondiale dell'UNESCO. Attualmente grazie per l'appunto
a questa reale villeggiatura, fa parte del circuito delle terre sabaude.
Lo stemma della città è una croce bianca in campo rosso (è riportato
sul portale d'ingresso della chiesa di san Giovanni Battista). I santi
protettori di Racconigi sono San Giovanni Battista, la Beata Caterina
(consideratala patrona della seta), San Rocco e la Vergine delle Grazie.
Chi abita oggi a Racconigi non sa apprezzarne il fascino e la storia
che si celano dietro i portoncini scuri delle vie del centro, ma forse
non tutti sanno che...a fine settecento in un romanzo di un autore
murellese Racconigi viene presentata come "...un des plus beaux pays
du monde". II settecento fu, infatti, per Racconigi un' epoca di grande
splendore, grazie alla ricchezza portata dall'industria serica da
un lato e alla cerchia di fedeli attirati dal castello dall' altro.
Racconigi deve il suo nome al Signorotto locale Raco o Racone da cui
è derivato il toponimo Raconixium.
ORIGINI- EPOCA ROMANA
Le origini sono probabilmente romane. Dopo alcuni scavi del 1992-
93 sono venute alla luce alcune testimonianze funerarie di epoca medioevale
(15 tombe all'incrocio tra via dei Sospiri e via San Dalmazzo ove
sorgeva la Pieve di San DaImazzo -la più antica delle chiese racconigesi)
realizzate con materiali di origine romana che testimonierebbero la
presenza in loco di qualche edificio di origine romana. Tracce dell'
epoca romana sono poi anche state individuate nella "centuriazione"
dell'agro pubblico nelle zone di Migliabruna e Streppe.
MEDIOEVO
Pochi i documenti che riguardano la situazione di Racconigi prima
del 1000. Negli anni a cavallo del Mille era proprietà dei marchesi
di Susa. La Pieve di San Dalmazzo era di origini longobarde (VII secolo)
e la sua collocazione ad est lascerebbe supporre che il nucleo originario
del paese fosse in questo luogo. Risale al 1004 un documento secondo
cui Bernardino di Susa aveva fatto erigere una casaforte nel sito
di un altro edificio preesistente là dove convergevano le strade tra
Cavallermaggiore e Carmagnola e Cavallerleone e Bra. Nel 1064 la contessa
Adelaide di Susa cedette all' abbazia di Pinerolo alcuni terreni e
beni tra cui il manso di Racconigi, retto e lavorato da un certo Guglielmo
da Brocafeltro. In alcuni documenti dagli anni attorno al 1000 compare
il nome di Raconese e Raconisio. Nel 1182 la città era compresa nelle
terre dei Marchesi di Saluzzo e nel 1198 il borgo ottenne ordinamenti
di tipo comunale. La zona al confine tra i territori dei possedimenti
di Saluzzo e dei Savoia Acaja venne munita di castelli difensivi per
cui cominciarono a comparire i castelli di Carpenetta, Bonavalle e
quello di Migliabruna vecchia. Nel 1266 Racconigi venne cinta di mura
e nel 1372 passò agli Acaja per rimanervi fino al 1418, anno in cui
mori l'ultimo dei principi di questo ramo sabaudo: Ludovico, rimasto
senza eredi legittimi. Amedeo VIII di Savoia concesse il feudo al
figlio naturale del defunto che con il nome del padre darà origine
al casato dei Savoia-Racconigi. Alla morte di costui, (1460) gli successe
Francesco che dovette far fronte alle intemperanze del figlio Claudio
il quale, poco sopportando il primato dei duchi di Savoia, si alleò
con i marchesi di Saluzzo impossessandosi di Racconigi e provocando
in un primo momento la fuga del padre e poi la reazione del casato
dei Savoia che riconquistò la città provocando distruzione. Nel frattempo
Claudio si rappacificò col padre e gli successe rivelandosi un feudatario
magnanimo ed attivo, infatti, promosse lo sviluppo locale della lavorazione
della seta (allevamento dei bachi, filatura e tessitura) ed aiutò
i bisognosi.
1500
Claudio mori di peste nel 1521 lasciando Bernardino I come suo erede.
Quest'ultimo portò avanti gli sforzi del padre fatti per lo sviluppo
dell'industria serica in un periodo storico politicamente difficile.
Durante il 1500 Racconigi passa alternativamente nelle mani dei francesi
e dei marchesi di Saluzzo; soltanto dopo la pace di Cateau Chambresis
passò di nuovo ai Savoia. Il successore Bernardino II promosse anch'
egli lo sviluppo dell'industria serica.
1600
Furono anni difficili quelli dopo la morte di Bernardino II, quelli
dell'invasione francese e della peste che nel 1630 decimò 1/4 della
popolazione. Siccome Bernardino non lasciò eredi, Racconigi passò
sotto il controllo diretto del ducato e venne poi ceduto al ramo dei
Savoia Carignano che si impegnò nella trasformazione del castello
in dimora signorile. Al periodo difficile di inizio secolo si contrappose
un momento di tranquillità: quello tra il 1630 e il 1690, periodo
in cui Racconigi visse di particolare floridezza (lo sviluppo preindustriale,la
costruzione di numerosi palazzotti signorili, Chiese e Confraternite).
Il paese subì insomma un'evoluzione significativa in questi anni:
da borgo di 2000 abitanti (con già un palazzo comunale, un forno,
un pozzo comunale, portici emulino) divenne grande insediamento di
4000 abitanti. Giunsero in paese Domenicane e Francescani (per finalità
di culto oltre che per aiutare i bisognosi). Si avviò il grande sviluppo
dell'industria della seta che organizzava tre fiere importanti durante
l'anno; si istituirono l'Università dei Filatoieri, la società Bacologica
Franzero 1mberti e la corporazione degli imprenditori del settore.
Furono abbattute le mura, avvennero nuovi interventi edilizi che modificano
in profondità il cuore della cittadina e iniziò il processo di abbellimento
del castello.
1700
Il 1700 rappresentò il secolo di maggior sviluppo dell'industria della
seta (33 filatoi e 2525 operai/ 40 filatoi nel 1800), si registrò
inoltre un incremento demografico, per cui la popolazione arrivò alle
12.000 unità. Le conseguenze di tale sviluppo portarono alla costruzione
di un nuovo ospedale, di nuove chiese al posto delle esistenti per
accogliere un maggior numero di fedeli (vedi San Giovanni) e di nuove
case: la città insomma cambia volto (trionfo del barocco civile).
1800
Le vicende storiche prendono il sopravvento e la storia racconigese
venne condizionata dall'occupazione francese (30 cittadini saranno
arrestati e 10 fucilati). Dopo la restaurazione, la cittadina torna
nelle mani dei Savoia e con il principe Carlo- Alberto Racconigi subirà
grandi cambiamenti soprattutto per quanto riguarda il castello e le
aree a ridosso di tale edificio. In questo secolo venne costruito
l'acquedotto comunale e Racconigi vide passare il primo treno della
sua storia sulla linea Torino Savigliano (era il 1853).
1900
II volto del centro storico della Racconigi di oggi è frutto dei cambiamenti
che si sono protratti daIIa fine del 500 al secolo scorso. A spezzare
l'aspetto di borgo medioevale sono gli interventi avvenuti negli anni
sessanta, periodo dell' edilizia più sfrontata